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    "Sono i giovani i crocifissi da difendere"

    I crocifissi da difendere, quelli veri, non sono quelli appesi ai muri delle scuole. Sono altri. Sono uomini e donne che fanno fatica. Che non ce la fanno e muoiono di stenti. E' verso di loro che non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. E' verso di loro che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
    16 dicembre 2009 - Redazione Rees Marche
    Fonte: Don Luigi Ciotti, Pubblicato su La Stampa - 11 novembre 2009

    "I crocifissi da difendere, quelli veri, non sono quelli appesi ai muri delle scuole. Sono altri. Sono uomini e donne che fanno fatica. Che non ce la fanno e muoiono di stenti. E' verso di loro che non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. E' verso di loro che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.

    Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino: a casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro e non ce l'ha fatta. Abbiamo partecipato al suo funerale. C'erano tante persone, molte nemmeno lo conoscevano, ma erano lì ugualmente, a condividere la sofferenza e il dolore.

    E' giusto lottare per difendere i simboli di quello in cui crediamo, ma allo stesso tempo bisogna stare molto attenti a non cedere al puro idealismo. Lo dice il Vangelo stesso: i pezzetti di Dio sono sparsi nel mondo che ci circonda. Li troviamo ovunque. Nel concreto, nella vita di tutti i giorni, tra le persone che vivono accanto a noi, e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo dell'esistenza. E' con queste realtà che dobbiamo imparare ad avere a che fare e a misurarci.

    Bisogna imparare a vivere con corresponsabilità, come i tanti e tanti volontari che dedicano il proprio tempo a un bene che non è esclusivamente loro, ma pubblico, di tutti quanti. Dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa, nei grandi nuclei urbani come nei tanti piccoli paesi di provincia. La partecipazione è il primo passo in favore dei più deboli.

    I crocifissi non si difendono soltanto con le parole. Infatti queste troppe volte non bastano.

    Bisogna imparare ad affrontare la realtà con concretezza, e tendere la mano alle persone sole, a chi non ha più famiglia e a chi non può ricorrere all'aiuto dei propri cari."

     

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